Trovo molto coraggioso e rivoluzionario (purtroppo lo è tuttora) l'invito a non cadere nella trappola dell'odio verso le "forze oscure" in politica, religione, scuola, economia.

I dibattiti in televisione ci confermano che il dialogo tra le parti è paralizzato da queste forze.

Invece di approfittare dell'occasione per avanzare verso un'accordo, una mediazione usando "la strategia dell'amore" (cioè ascoltando attivamente comportandosi in modo accogliente, gentile, comprensivo) impiegano il tempo a difendersi e offendersi reciprocamente dando uno spettacolo ignobile di persone soggiogate da questo "potere oscuro" dell'odio.

In realtà, il contenuto tecnico delle proposte, dei problemi che si dibattono, non è il più importante. Sforzarsi di coltivare la forma (amorevole) è il mezzo più efficace per fertilizzare il terreno d'intesa.
E' un po' come voler correre la Formula1 su una pista sterrata; se prima non la si alliscia con l'asfalto...

Compreso questo, l'acquisire competenze relazionali risulterebbe allora una priorità per chi vuole fare politica, insegnamento, mediazioni economiche ecc.

Le competenze relazionali sono:
- essere capaci di ascolto attivo;
- comportarsi in modo da suscitare empatia;
- avere e mostrare accoglienza;
- capacità di dimostrare all'interlocutore che lo si è compreso a modo suo;
- capacità di gestire le obiezioni e i conflitti tramite domande di specifica, individuazione dei metamodelli della comunicazione ecc.

Avete mai visto queste competenze nei programmi scolastici?

Ce la faremo! Un carissimo saluto a tutti i coscienti in rete!
Stefano