
Sorella Acqua, risorsa della nostra Libertà
Scritto da fausto carotenuto Giovedì 30 Ottobre 2008 16:11
Ricevo una preoccupante notizia sull'aggressione in corso a sorella Acqua, e la inserisco volentieri su questo forum.L'Acqua è una delle espressioni supreme del Divino Femminile e della Sofia. L'Acqua è il supremo ed onnipresente trasmettitore dell'energia, della vita, e quindi dell'amore. Rappresenta la circolazione dell'amore divino verso tutti, con tutte le informazioni necessarie alla rete energetica della Grande Madre ed a tutte le sue creature.
L'Acqua è la libertà irrefrenabile, è la risorsa vitale, è la biblioteca universale...
Qualcuno ha deciso da tempo di condizionarne l'accesso. E lo ha fato utilizzando esseri umani contro altri esseri umani.
Dalla difesa del nostro rapporto amoroso con Sorella Acqua passa una porzione importantissima della difesa della nostra libertà di crescere.
Ecco la notizia:
Il Parlamento Italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce. Siamo alla totale degenerazione morale! Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua, con i nostri Parlamentari e primo tra tutti Angelo Bonelli che fece approvare lo scorso anno la moratoria in Parlamento, constatare che a nulla è servito perché comunque vince sempre la logica capitalistica, fa male. Come giustamente fanno notare Lembo e Petrella del Contratto Mondiale sull’acqua, il decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali. Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Dall’Acqua dipende la tutela dell’Ambiente, la conservazione della Biodiversità, la qualità della Vita, il tipo ed il modello di sviluppo, l’Agricoltura ed ogni altra produzione ed attività umana. Appare evidente quanto sia categoricamente necessario il totale controllo di tale risorsa da parte del Pubblico, e l’assoluta non delegabilità ad interessi.I poteri che si stanno attivando nel mondo per il controllo dell’Acqua, delle fonti di approvvigionamento e delle reti di distribuzione, le inimmaginabili risorse finanziarie che si stanno investendo, le catastrofi ambientali ed umane che si stanno creando, ma anche le lotte popolari, democratiche e di base per la salvaguardia, per la tutela e la utilizzazione territoriale del Bene esprimono fino in fondo quanta rilevanza abbia la questione in discussione e le scelte che vengono fatte.
Oggi l'acqua per continuare a dare la vita deve essere "governata", deve essere protetta e tutelata come un bene di tutti e per tutti e questo e' uno dei compiti delle istituzioni che attraverso l'attivita' autorizzativa , di controllo e programmazione regola l'utilizzo delle acque al fine di assicurarne l'uso sostenibile con la priorita' dell' uso potabile e tutela le acque dall' inquinamento derivante dalle attivita' umane. Vogliono indurre nel cittadino la percezione dell’affidamento a privati della gestione della risorsa idrica come l’unica soluzione in grado di assicurare riduzione degli sprechi, qualità del servizio, manutenzione delle reti idriche, e aumento degli investimenti.
Ciò chiaramente non è vero, per come dimostrato da alcune realtà, come quella del delta ferrarese, in cui è stata la gestione pubblica a risanare e ottimizzare. Abbiamo scelto il modello di gestione pubblica, sforzandoci di motivare questa scelta in un dialogo costante coi cittadini, che potesse indurre un cambiamento culturale in questi ultimi. Il cittadino è semplice ma non è né cieco né stupido. Il modello che auspichiamo è quello prospettato dalla proposta di legge di iniziativa popolare e ci aspettiamo che a questo modello, al di là delle enunciazioni di principio, si contrappongano eventualmente modelli alternativi chiari nelle modalità di realizzazione e di gestione
Salve a tutti, cerchiamo di fare un po di chiarezza sul “punto della situazione” per quanto concerne l’attacco in corso a Sorella Acqua, e di conseguenza, a tutti noi.
Come quasi sempre accade in questi casi, l’articolo che sancisce la privatizzazione della gestione è stato inserito in una legge di più ampio respiro, per farne passare l’approvazione senza troppi intoppi, e per ora questa strategia a dato i suoi “frutti”.
Per avere dei riferimenti precisi, è stato fatto un Decreto Legge ( n. 112 del 25 giugno 2008 ) che titolava così: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e questo decreto legge è stato convertito in Legge il 6 agosto 2008, dando appunto vita alla Legge n. 133.
Letto così il titolo della legge sembra una panacea di buone cose, non è vero?
Ebbene, come già qualcuno di noi e molti altri hanno notato, all’articolo 23bis, comma 1, viene sancita appunto la privatizzazione della “gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” quindi il tema riguarda non solo Sorella Acqua, ma anche altre questioni.
Da notare come si siano dati da fare a sottolineare che comunque la proprietà delle reti rimanga appannaggio dello Stato, al comma 5 del medesimo articolo che recita come segue:
“Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.”
Il testo completo della Legge n. 133 del 6 agosto 2008 potete trovarlo a questo link : http://www.parlamento.it/leggi/08133l.htm
Cosa fare? Ovviamente questo è l’ennesimo “sforzo di coscienza e di amore” che ci viene proposto dal mondo spirituale, al quale dobbiamo cercare di rispondere in maniera corale.
La mia proposta è quella di indirizzare con amore i nostri impegni, per indire un referendum abrogativo dell’articolo 23 bis della legge n. 133, e di intraprendere questa iniziativa allargando tale proposta anche ai partecipanti del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, il loro sito è raggiungibile qui: http://www .acquabenecomune.org/
Chiedo pertanto a tutti i partecipanti della Rete che si occupano di attività legali o di questioni inerenti il Diritto, di darci qualche lume su come poter organizzare dal punto di vista formale la raccolta di firme necessarie per procedere in tal senso,
Quello che so io è che sono necessarie 500.000 firme che vanno raccolte entro 90 giorni dalla richiesta del referendum proposto, o in alternativa una richiesta da parte di almeno cinque consigli regionali.
Penso che questo può essere un bell’esercizio da fare in Rete, voi cosa ne pensate?
Con amore
Maurizio