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Salve a tutti, cerchiamo di fare un po di chiarezza sul “punto della situazione” per quanto concerne l’attacco in corso a Sorella Acqua, e di conseguenza, a tutti noi.

Come quasi sempre accade in questi casi, l’articolo che sancisce la privatizzazione della gestione è stato inserito in una legge di più ampio respiro, per farne passare l’approvazione senza troppi intoppi, e per ora questa strategia a dato i suoi “frutti”.

Per avere dei riferimenti precisi, è stato fatto un Decreto Legge ( n. 112 del 25 giugno 2008 ) che titolava così: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e questo decreto legge è stato convertito in Legge il 6 agosto 2008, dando appunto vita alla Legge n. 133.

Letto così il titolo della legge sembra una panacea di buone cose, non è vero?

Ebbene, come già qualcuno di noi e molti altri hanno notato, all’articolo 23bis, comma 1, viene sancita appunto la privatizzazione della “gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” quindi il tema riguarda non solo Sorella Acqua, ma anche altre questioni.

Da notare come si siano dati da fare a sottolineare che comunque la proprietà delle reti rimanga appannaggio dello Stato, al comma 5 del medesimo articolo che recita come segue:
Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.”

Il testo completo della Legge n. 133 del 6 agosto 2008 potete trovarlo a questo link : http://www.parlamento.it/leggi/08133l.htm

Cosa fare? Ovviamente questo è l’ennesimo “sforzo di coscienza e di amore” che ci viene proposto dal mondo spirituale, al quale dobbiamo cercare di rispondere in maniera corale.

La mia proposta è quella di indirizzare con amore i nostri impegni, per indire un referendum abrogativo dell’articolo 23 bis della legge n. 133, e di intraprendere questa iniziativa allargando tale proposta anche ai partecipanti del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, il loro sito è raggiungibile qui: http://www .acquabenecomune.org/

Chiedo pertanto a tutti i partecipanti della Rete che si occupano di attività legali o di questioni inerenti il Diritto, di darci qualche lume su come poter organizzare dal punto di vista formale la raccolta di firme necessarie per procedere in tal senso,

Quello che so io è che sono necessarie 500.000 firme che vanno raccolte entro 90 giorni dalla richiesta del referendum proposto, o in alternativa una richiesta da parte di almeno cinque consigli regionali.

Penso che questo può essere un bell’esercizio da fare in Rete, voi cosa ne pensate?

Con amore
Maurizio